venerdì 3 novembre 2017

Cosa ci fa un libro tattile in una attività di conoscenza dell'asino?

Abbiamo concluso da poco il progetto "Come un asino", Attività Assistita con gli Animali (AAA) presso due scuole dell'infanzia di Concorezzo (MB), in cui abbiamo creato le condizioni per l'incontro tra bambini e asini.
E' stata un'esperienza davvero intensa e ricca di stimoli, idee e riflessioni sul valore educativo che possono avere gli Interventi Assistiti con gli Animali, che noi addetti ai lavori chiamiamo IAA.

Tra i diversi elementi che hanno contribuito alla realizzazione del progetto vorremmo soffermarci su uno, che si è rivelato particolarmente efficace: il libro tattile artigianale.

Iniziamo subito col dire che l'idea di realizzare libri a supporto dei progetti educativi che si propongono alle scuole l'abbiamo avuta grazie all'incontro con L'atelier dei gatti rossi, nel contesto di un corso di formazione presso La città degli asini. Inoltre il primo libro che abbiamo realizzato (intitolato "Come un asino respiro") è liberamente ispirato a un libro vero di Rossana Bossù intitolato "Come un albero", edizioni Camelozampa (libro fantastico, assolutamente da leggere).



Fatti i doverosi ringraziamenti, veniamo al perchè ci è risultato utile e prezioso dotarci di questo strumento.

Ogni incontro con le sezioni o gruppi classe (dai 15 ai 20 bambini) era strutturato in modo che l'accoglienza nell'area del giardino dedicata agli asini avvenisse con il rituale della lettura. Questo è risultato importante per diverse ragioni e sotto diversi aspetti:

  • aspetto emotivo: la lettura del libro anticipa ai bambini l'attività e l'esperienza che vivranno dopo, dandogli il tempo per affrontarla con maggiore serenità: ogni nuova esperienza infatti porta con sè anche una naturale "paura (o tensione) del nuovo" che in tal modo viene ridimensionata;
  • aspetto relazionale: la lettura è un momento di incontro che i bambini conoscono e padroneggiano: è fondamentale per noi perchè ci permette di iniziare a entrare in relazione con loro, iniziare a conoscerli e farci conoscere;
  • aspetto cognitivo: la lettura offre la cornice di senso che avrà l'attività e la relazione con gli asini.


A queste considerazioni si aggiungono altri due elementi specifici del libro tattile artigianale:
  • la sensorialità: il libro tattile chiede di essere esplorato con i sensi, solletica le mani al contatto, proprio come il pelo dell'asino. Con il primo libro abbiamo inserito superfici di diverse qualità e materiali (lisce, ruvide, morbide...) che parlano alle mani, mentre col secondo abbiamo inserito anche elementi sonori, come il tintinnio di un mazzo di chiavi, ed elementi olfattivi, come un sacchetto di lavanda. La dimensione del corpo è fin da subito chiamata in causa.
  • l'unicità: il libro artigianale è un pezzo unico, è fatto a mano con cura e amore. Questo è un gesto di attenzione e affetto che traspare, che indipendentemente dal fatto che sia bello o brutto, arriva tanto ai bambini quanto alle insegnanti. Senza usare parole è come se dicesse: "questo momento per noi è importante, voi siete importanti". 

I due libri che abbiamo proposto sono stati a disposizione delle insegnanti che li hanno poi ripresi in diversi momenti e in diversi giorni successivi all'incontro con gli asini, in modo da ripercorrere l'esperienza fatta, verbalizzarla, rielaborarla: i bambini e le bambine hanno amato leggere e rileggere questi libri.



E pensare che tutto è iniziato perchè in commercio, nel panorama degli albi illustrati, non ci sono molti asini; e quando ci sono, spesso, l'asino viene umanizzato o antropomorfizzato. Questi tipi di testi, non ci aiutano ad avvicinare i bambini all'animale, alla sua specificità, alla sua natura per quanto abbia molti elementi comuni alla nostra. Così abbiamo iniziato a creare libri artigianalissimi - sempre sia lodata la colla a caldo - che i bambini e (anche le maestre) apprezzano davvero. Sono esperimenti, che possono essere anche migliorati col tempo per andare ad arricchire la nostra "cassetta degli attrezzi".


Dunque il nostro consiglio è di provarci: se siete educatori/educatrici e fate progetti nelle scuole a vario titolo create libri tattili artigianali, originali. Certo ci vuole un pò di tempo per realizzarli, ma sarà tempo ben speso. Se avete suggerimenti o volete condividere con noi riflessioni, scriveteci nei commenti.

Qui potete vedere il primo nostro libro: "Come un asino respiro".
Qui potete vedere il secondo: "Come un asino sono curioso".

Saluti e ragli,
Massimo e erica

domenica 27 agosto 2017

Ripartono le attività in fattoria

Ecco le attività in partenza da settembre 2017

  • DopoSchOLE'! - doposcuola in fattoria: per bambini e bambine della scuola primaria nei giorni di lunedì - mercoledì - venerdì dalle 17,00 alle 18,30 (data di inizio: lunedì 18 settembre). 
  • Pomeragli - sabati pomeriggi allo SBA-Raglio: dalle 14,30 alle 17,30 per bambini e bambine dai 6 ai 13 anni (data di inizio: sabato 23 settembre).
  • SBA-Raglio Ragazzi: per ragazzi e ragazze delle medie ogni martedì dalle 15,00 alle 17,30 (data di inizio martedì 26 settembre).
  • Pane, burro e fattoria - attività per bambini dai 3 ai 5 anni: il secondo e il quarto sabato del mese dalle 10,00 alle 12,00 (data di inizio 14 ottobre).
Nel menù a destra maggiori informazioni.

Saluti e ragli,
Massimo, Erica & il Branco

venerdì 18 agosto 2017

Dopo la scuola? DopoSchOLE'!

Come vi sentivate a sette, otto anni quando alle 16,30 suonava la campanella? Di cosa potrebbero avere bisogno i bambini oggi, dopo la scuola?

Noi abbiamo pensato al DopoSchOLE'!, un doposcuola dove poter essere semplicemente se stessi, imparare ad ascoltarsi ed esplorare la propria natura.


lunedì 20 febbraio 2017

La city farm: tutta un'altra fattoria

Ci sono fattorie in cui si coltiva il benessere, la cura dei processi di crescita delle persone e la socialità con la collaborazione di animali e lo fanno nel cuore di metropoli e centri abitati: si chiamano city farm, veri e propri ponti tra la vita urbana e quella rurale. 
Esistono da decenni in Europa ma iniziano a diffondersi anche in Italia. 
Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Bambini e Natura a questo link. Buona lettura.


domenica 8 gennaio 2017

Se camminare sul ghiaccio è un'esperienza educativa

L’elemento che ha caratterizzato le giornate del Campus invernale destando grande interesse in tutti i partecipanti è stato il ghiaccio, vero e proprio tratto caratteristico dell’inverno: il ghiaccio che si forma nei secchi del pascolo degli asini, il ghiaccio delle pozzanghere ma soprattutto il ghiaccio dell’area umida del Parco del Rio Vallone. Questo piccolo specchio d’acqua accanto al sentiero che porta a Busnago, è una delle mete preferite per le nostre escursioni. In primavera lo vediamo fiorire, seguiamo la storia delle uova di rana e di rospo, la nascita e la crescita dei girini, osserviamo le libellule roteare a gran velocità e sopportiamo la gran quantità di zanzare che lo popola d’estate. Durante l’inverno lo stagno diventa una lastra di ghiaccio all’interno della quale rimangono cristallizzate foglie, sassi e piante che compongono sculture naturali come sospese nel tempo, attimi intrappolati in questa dimensione di atemporalità. La trasformazione della materia da liquida a solida rappresenta un fenomeno molto affascinante per i bambini (e non solo per loro) che, affiancati dagli educatori,  amano spingersi sulla superficie ghiacciata a sperimentarne la tenuta in relazione al proprio corpo, mettendo alla prova il proprio equilibrio attraverso un’esperienza estetica di piacere, paura, stupore, conoscenza. La camminata sul laghetto ghiacciato, per questa sua capacità di coinvolgere l’individuo in ogni sua dimensione, rappresenta un’esperienza intensa, una di quelle che fondano un legame speciale con la natura, più forte di qualsiasi programma di educazione ambientale, più efficace di ore di informazioni trasmesse mediante parole o immagini. Quando il bambino abbandona la riva per mettere il piede sulla superficie ghiacciata, in un solo attimo mette in gioco le sue abilità fisiche, motorie e di coordinamento; contemporaneamente deve fare i conti con alcuni aspetti emotivi (il desiderio, il fascino, il timore...) e sociali (“facciamolo insieme”, “dammi la mano”...); i sensi sono amplificati (che rumore fa il ghiaccio sotto i piedi, di che colore è? Quante cose catturano la vista, l’udito, il tatto); tutto diventa oggetto di investigazione e conoscenza (nelle conversazioni in seguito a questa esperienza siamo arrivati a chiamare in causa perfino la spinta di Archimede).


Riflessioni sul Campus invernale, ovvero 3 buoni motivi per stare fuori tutto l'anno

Dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 5 gennaio scorso si sono svolti i nostri primi Campus invernali. Piccoli gruppi di bambini (da 2 a 9 partecipanti) dai 6 ai 12 anni hanno passato le vacanze natalizie in compagnia degli asini e gli altri animali della city farm, dalla mattina alle 8,30, quando tutto è ancora imbiancato di brina, fino alle 17,30 quando il sole è già calato oltre l’orizzonte.
Questo è stato possibile grazie a tutte le famiglie che dimostrano di credere nel progetto SBA-Raglio e che lo sostengono permettendoci di crescere attraverso nuove esperienze.

La cosiddetta “brutta stagione” si è mostrata in tutta la sua bellezza, offrendo inaspettate giornate di sole in cui poter scoprire le molteplici sfumature invernali. Uno dei principi fondamentali su cui si fondano le proposte dello SBA-Raglio è appunto  la continuità durante tutto l’anno, attraverso tutte le stagioni e con ogni condizione climatica in cui poter frequentare la natura, seguendo il motto scout “non esiste buono o cattivo tempo ma solo buono o cattivo equipaggiamento”. Questo  è importante per almeno tre motivi. 
  1. Il primo è che allo SBA-Raglio i bambini si prendono cura degli animali, facendosi carico dei loro bisogni (mangiare, bere, vivere in un ambiente adeguato ed essere puliti e spazzolati): qui imparano che accudire un essere vivente significa impegnarsi ogni giorno, indipendentemente dal tempo meteorologico, indipendentemente dal fatto che possano cavalcare gli asini. Questo richiede anche un continuo esercizio di decentramento da se stessi, per tenere presenti le necessità degli animali. 
  2. In secondo luogo crediamo che conoscere la mutevolezza della natura possa essere un ottimo insegnamento per comprendere la mutevolezza dell’essere umano, dei suoi stati d’animo, del suo dinamico divenire: ogni persona nella sua esperienza emotiva attraversa giornate più luminose di altre, temporali estivi e stagioni più o meno floride. La natura ci permette di conoscerci meglio, perchè la natura ci somiglia, al contrario degli ambienti e degli oggetti artificiali che o funzionano o sono da buttare. 
  3. Infine frequentare in modo continuativo la natura permette ai bambini di fare esperienza del tempo ciclico, tipico delle società agricole o “arcaiche”, soppiantato dalla concezione del tempo lineare proprio delle società “moderne” (o industriali o post-industriali che dir si voglia): anche questo significa ampliare la propria capacità di interpretare il mondo.
Se coltivare nei bambini e nelle bambine un legame affettivo e attivo col proprio territorio può rappresentare una risorsa per la loro formazione, per il loro benessere e sviluppo armonico allora la stagione invernale rappresenta un tassello fondamentale di questo processo educativo.

venerdì 23 dicembre 2016

Buone Feste

Ciao a tutti,
Durante questo periodo di feste faremo i Campus invernali (locandina qui sotto) e riprenderemo tutte le attività (doposcuola, corsi pomeridiani, incontri del w.e.) da lunedì 23 gennaio. Questo perchè saremo impegnati dal 12 al 22 in un corso di formazione sulla "pet therapy" a Pavia (http://www.lacittadegliasini.it/calendario-corsi-tutti-i-corsi).

Buone feste,
Massimo e Erica